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Lecco Online, 11 maggio 2025 - "Valmadrera: mostra di Caline Dalberto al Centro Culturale"
Con il Patrocinio del Comune di Valmadrera e della Provincia di Lecco, Lumis Arte ha inaugurato la mostra “Caline Dalberto: lo sguardo e l’infinito”. L’evento ha animato il pomeriggio di domenica 10 maggio del Centro culturale Fatebenefratelli in un percorso di emozioni, colori e storie.
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Prima Lecco, 5 maggio 2025 - “Lo sguardo e l’infinito, inaugurata a Valmadrera la mostra di Caline Dalberto"
“La montagna sacra, Nosy Lonja, dove riposa un re. Il lago sacro di Anivorano infestato da coccodrilli, la foresta tropicale con i lemuri, i camaleonti, il fossa. I riti di stregonerie, malefiche e benefiche”: sono i paesaggi, le storie, le tradizioni della sua terra natia, il Madagascar, ad influenzare profondamente l’arte di Caline Dalberto, attualmente residente ad Onno, la cui mostra, “Lo sguardo e l’infinito”, è stata inaugurata oggi, sabato 10 maggio 2025, nello spazio espositivo del centro culturale Fatebenefratelli. L’esposizione, proposta dall’associazione Lumis Arte, con il patrocinio del Comune di Valmadrera e della Provincia di Lecco, sarà aperta al pubblico sino all’8 giugno. Alla sua presentazione era già stata dedicata una conferenza stampa lo scorso lunedì 5 maggio 2025 nella Sala Arancione del palazzo municipale.
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Exibart - Comunicato stampa della mostra "Caline Dalberto. Lo sguardo e l’infinito"
L’esposizione andrà a proporre un itinerario nell’arte di Caline Dalberto, strettamente legata alle leggende e alla Natura del Madagascar e dei Tropici. È una pittura espressionista che parla davvero a tutti, nonostante racconti una storia che nasce lontano, nel mezzo dell’Oceano Indiano.
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La Gazzetta di Lecco, 7 luglio 2012 - "L'Africa rivive nei dipinti di Caline"
“LECCO. Anim’Africa. L’esotico e il sacro nelle visioni di Caline Dalberto.
Sarà inaugurata lunedì 9 luglio a Villa Monastero di Varenna la mostra dedicata al continente nero visto attraverso lo sguardo di Marie Caroline Jeanne Dalberto (Caline), pittrice italo-francese nata a Diégo Suarez, in Madagascar. Trascorre l’infanzia e gli anni della formazione nella terra che l’ha vista nascere, con frequenti soggiorni di vacanza in Piemonte, dal nonno paterno. Al declino degli interessi politici, militari e commerciali della Francia in quei territori, Caline si trasferisce a Parigi. Dal 1986 vive a Oliveto Lario, nella frazione di Onno. Creativa per indole, ma intima e segreta: il suo mondo interiore sta nei versi disseminati in fogli volanti, e nei dipinti che solo oggi ha trovato il coraggio di mostrare.
Dopo il vernissage di lunedì alle 18, la mostra rimarrà aperta fino al 21 luglio, tutti i giorni dalle 11 alle 19.”
Reviews
“Caline Dalberto. Lo sguardo e l’infinito” | 10 maggio – 8 giugno 2025
Centro Culturale Fatebenefratelli
Valmadrera, Via Fatebenefratelli, 6 – Lecco
Nei Graffiati, invece, la levigatrice porta i quadri verso un informale che quasi dialoga con la monocromia. Il graffio toglie il colore: Caline cerca l’essenza più profonda dei sentimenti che albergano nella propria anima.
Nelle prime opere, lo sguardo ci fa cogliere uno scenario ispirato al mondo reale.
Quell’evocativa Montagna diventa un luogo dove riversare sogni, presagi e sentimenti, tradotti con il silenzioso linguaggio dei colori.
Il “Pan di Zucchero”, la “Montagna Sacra” ritratta in queste opere, sorge al largo della baia di Diego Suarez, luogo natale di Caline. Dunque l’artista, fin dalla nascita, convive con la presenza di un qualcosa di inaccessibile: una magia che solo l’arte può far ri-vivere.
La semplicità di questi quadri è la loro potenza. La montagna diventa un Simbolo, una metafora di profonde emozioni. Una montagna intesa come forma elementale, che si slancia verso il cielo, per poi fermarsi e tornare (la gravità vince sempre) verso terra. Come un grafico dell’emozione dell’artista, che cresce, crea un quadro e poi ritorna nel mondo sommerso della psiche: noi, con uno sguardo, possiamo capire il viaggio emotivo di Caline.
È incredibile come una “semplice” immagine di una montagna, ritratta da un’ispirata artista, sia in grado di evocare sentimenti di elevazione, di rispetto, di malinconia agrodolce.
Questi quadri nascono da una malinconia legata al ricordo, verso una Natura vista con lo sguardo di una bambina, con un fascino verso il Mondo che mai più si ritroverà da adulti: solo l’Arte è in grado di farci vivere questa esperienza di scoperta, ancora per una volta.
I “Graffiati” sono i quadri più recenti di Caline Dalberto, inquadrabili nella complessissima categoria dell’”informale”. Queste opere sono figlie di una serie di opere realizzate ai Tropici, in un dialogo costante con la Natura. Tuttavia questa serie nasce piuttosto da un dialogo stretto tra l’artista e l’opera d’arte. L’artista realizza un dipinto con puri colori, in una maniera del tutto istintiva, ma sempre cercando l’armonia… e poi lo incide, lo fende, con violenza lo graffia con un cacciavite o, addirittura, con la levigatrice.
C’è un elemento passionale, quasi di rabbia, in questi dipinti: la ricerca di sé nel quadro lega quest’opera al movimento informale, oltre che al suo essere (in effetti) “senza forma”.
Caline porta alle spalle una straordinaria storia di metissage, ma questo tema non è un centro della sua arte: lei sa solo che le sue opere sono figlie della sua storia e sono legate a quello sguardo che guarda verso l’infinito, in un mondo di puri sentimenti, che sono ciò che realmente contano in un essere umano. Gli artisti informali come Caline ci dicono “io dipingo solo i miei impulsi nascosti”, ma proprio per questo sono in grado di esprimere meglio l’uomo d’ oggi, che si sente sempre di più un naufrago solitario nella tempesta.
E che magari trova nella Natura o nell’Amore le uniche possibili consolazioni.
Testo tratto da Lorenzo Paolo Messina, 2025, “Ciò che l’occhio ha visto, il cuore non dimentica”. Lo sguardo e l’infinito nell’arte di Caline Dalberto
Mostra Personale “La Lontananza” | 19 – 25 marzo 2017
Centro Culturale Fatebenefratelli
Valmadrera, Via Fatebenefratelli, 6 – Lecco
Una mostra nel segno della magia dell’arte, quella di Caline Dalberto, nella Sala Esposizioni del Centro Culturale Fatebenefratelli di Valmadrera dal 19 al 25 marzo 2017. Non si fa in tempo a leggere il suo titolo, La lontananza, che subito, in quelle tele, vedi tutto più vicino.
Sono i riflessi di un mondo lontano. Non hai davanti – è vero – città, paesi, montagne, marine, fiumi, laghi, prati, alberi, fiori, il sole, la luna, il cielo, il giorno, la notte, albe e tramonti, ma i loro colori che l’artista riaccende fra astrattezza della pittura e evocazione della memoria.
Il tutto frutto di variazioni di stati d’animo e sensazioni che Caline prova nell’allontanamento dai luoghi e dalle età, ma anche di sentimenti da ultima spiaggia in cui l’artista tenta di raccogliere i fili di una propria scienza estetica e morale, per produrre un’estrema, abbagliante fiammata, prima che il mondo piombi nel buio assoluto.
Giuseppe Leone
“ESOTISMI” | 14–23 ottobre 2022
Galleria Internazionale Area Contesa Arte
Di Teresa M. E Tina Zurlo
Via Margutta, 90 – Roma
Le linee di un orizzonte infinito, incontaminato e magico. La pittura sintetica fino all’astrattismo, ci racconta di viaggi e di sogni, di tramonti e di notti che si perdono in spazi immaginifici, dove l’uomo è mero osservatore. L’incanto dei paesaggi descritti placa l’animo, fa viaggiare la mente, riempie il cuore. Luoghi visti e luoghi immaginati. L’orizzonte è sempre presente attraverso le linee orizzontali, ora più evidenti, ora meno, ma sempre pieno di miraggi.
Alfio Borghese